Quello dello Smart Working e dei cosiddetti “nomadi digitali” è un fenomeno in espansione, che presenta una varietà di sfide nell’individuazione del trattamento fiscale, normativo e contributivo di questi lavoratori. L’inquadramento è complesso:
- Dove si pagano i contributi?
- Dove versa le imposte il lavoratore?
- Lo smart working dall’estero innesca un obbligo di tassazione corporate per l’impresa, cioè una stabile organizzazione?
- Quali sono le tutele del lavoratore, in primis la sicurezza?
L’evoluzione normativa tende ad attrarre l’assoggettamento fiscale e previdenziale nel paese dove il lavoratore si trova per oltre il 50% del suo tempo.
Ma il tutto va valutato coordinando varie normative
- Direttive UE, regolamenti UE e convenzioni internazionali sulle doppie imposizioni
- Normativa interna di ogni singolo stato
- Giurisprudenza e prassi di ogni singolo stato
Smart Working e Nomadi Digitali – Analisi e due diligence
La situazione deve essere esaminata in modo congiunto e coordinato da un team di professionisti dei due paesi interessati, perché spesso la giurisprudenza dei vari paesi evidenzia posizioni conflittuali.
Infatti ogni amministrazione fiscale vorrebbe avere il massimo introito possibile e l’eventualità di essere compliant nel paese estero e non in Italia non è così remota, se non si studiano le norme in modo coordinato.
Tradecube può accompagnare le imprese nello svolgimento della due diligence preventiva e nella gestione di tutti gli adempimenti connessi. Tutte le attività vengono svolte da un team composto da almeno un professionista del paese ospitante e uno specialista italiano.
