Il dizionario dell’internazionalizzazione

ATR

ATR

Certificato utilizzato negli scambi tra Unione Europea e Turchia; certifica che le merci individuate nel modulo sono in libera circolazione, in virtù dell’unione doganale vigente tra Turchia e UE.

L’importatore turco avrà quindi un’esenzione daziaria non in virtù di un accordo bilaterale di libero scambio,  ma in quanto i beni hanno già assolto i diritti doganali al momento della loro introduzione nel territorio doganale UE.

  • E’ richiesto per le esportazioni verso la Turchia e non è un certificato di origine preferenziale
  • Certifica che le merci sono state regolarmente immesse in libera pratica (cioè hanno assolto i diritti doganali) nell’Unione Europea
  • E’ quindi possibile rilasciarlo se i beni sono stati da noi prodotti ed acquistati, oppure introdotti nella UE con un’importazione definitiva
  • Fanno eccezione alcuni prodotti agricoli di base ed i prodotti carbo-siderurgici, per i quali la preferenza tariffaria è attribuita in base all’origine, quindi per questi materiali necessità il rilascio del certificato EUR.1

23/11/2020

Buyer Persona

Una buyer persona, o una customer persona, è la precisa rappresentazione del cliente o dei clienti ideali realizzata unendo ricerche di mercato e dati reali. E’ solitamente creata per esplorare e sfruttare tutte le nicchie del mercato. Si tratta di una rappresentazione più dettagliata rispetto al “target”, e che tiene conto anche dei modelli di comportamento, delle motivazioni e degli obiettivi.  

Carnet ATA

Il Carnet ATA è un documento doganale internazionale valido per l’esportazione temporanea di merci verso i paesi non facenti parte dell’Unione Europea ed aderenti alla Convenzione ATA, e verso alcuni territori di Stati dell’Unione Europea.

Consente di non pagare dazi e IVA alla dogana, purché le merci siano reimportate entro i termini indicati nel carnet.

Rappresenta un’utile alternativa alla normale procedura doganale di esportazione ed importazione temporanea, che semplifica le operazioni di sdoganamento ed esonera l’operatore dall’obbligo di depositare presso la dogana del paese d’importazione una cauzione a fronte dei diritti doganali.

26 novembre 2020

Le merci esportabili con carnet ATA sono, in sintesi e salvo eccezioni: attrezzatura professionale per l’esecuzione di lavori all’estero, campioni commerciali e merci destinate a fiere e mostre e ad altre manifestazioni similari, nonché ad eventi sportivi, culturali, scientifici, ecc.

Non possono essere rilasciati carnet ATA per i prodotti deperibili o di consumo, né per merci destinate a essere oggetto di operazioni di trasformazione o riparazione.

Il carnet è valido per 12 mesi dalla data di emissione e può essere richiesto alle Camere di Commercio.

CISG - Convenzione di Vienna

E’ una convenzione che si applica alle vendite internazionali di beni mobili. La convenzione, alla quale l’Italia aderisce insieme ad altri 93 stati (dato aggiornato al 05/09/2020), ha lo scopo di definire regole uniformi e di introdurre maggiori elementi di certezza nelle transazioni commerciali internazionali.

Qualora ad esempio la Legge applicabile sia quella Italiana, il contratto verrà regolato dalla Convenzione di Vienna, a meno che ciò sia espressamente escluso dalle pattuizioni contrattuali.

I contratti internazionali che non rientrano nell’oggetto della Convenzione, oppure quelli nei quali è stata validamente individuata una diversa legge applicabile non sono in alcun modo influenzati dalla Convenzione di Vienna, così come i contratti di vendita nazionali, che sono regolati dalla legislazione domestica.

Non tutti gli aspetti contrattuali sono regolati dalla Convenzione di Vienna: per quanto non regolamentato vale la legge applicabile scelta dalle parti oppure determinata in base alle regole del diritto internazionale privato.

CITES

Convenzione internazionale firmata a Washington nel 1975 e conosciuta anche come “Convenzione di Washington”. L’acronimo significa Convention on International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate d’estinzione).

La convenzione ha l’obiettivo di assicurare che il commercio internazionale di animali e piante a rischio d’estinzione, nonché di loro parti e derivati, non minacci la loro sopravvivenza. Sul sito web del Cites è possibile consultare un database di tutte le specie protette (circa 5.800 specie di animali e 30.000 di piante), con tutti i dettagli per la loro corretta individuazione.

25 novembre 2020

CMR

CMR

Con la sigla CMR le imprese che operano con l’estero identificano abitualmente il documento che accompagna le merci all’import-export. La lettera di vettura CMR ha in realtà una funzione che va ben oltre quella del semplice documento di trasporto.

La sigla CMR individua la Convenzione sul contratto di trasporto internazionale (Convention des Marchandises par Route) firmata a Ginevra nel 1956. La Convenzione regola in modo uniforme le condizioni del contratto di trasporto internazionale di merci su strada, soprattutto per quanto riguarda i documenti utilizzati e la responsabilità del vettore.

La convenzione si applica:

  • a ogni contratto per il trasporto a titolo oneroso di merci su strada per mezzo di veicoli
  • indipendentemente dal domicilio e dalla cittadinanza delle parti
  • quando il luogo di ricevimento della merce e il luogo previsto per la consegna indicati nel contratto sono situati in due paesi diversi, di cui almeno uno sia parte della Convenzione.

Ci sono alcune eccezioni, tra le quali i trasporti effettuati in base a convenzioni postali internazionali (corrieri).

La Convenzione prevede che “Il contratto di trasporto è stabilito dalla lettera di vettura”: ecco quindi che il documento CMR assume una vera e propria valenza contrattuale, con riferimento alle regole contenute della Convenzione le quali, salvo poche eccezioni, non sono derogabili dalle parti.

25 novembre 2020 

DAU/DAE

Entrambi i documenti sono comunemente definiti “bolletta doganale” ma hanno contenuti e funzionalità differenti

  • il DAU è la dichiarazione doganale che viene compilata al momento dell’apertura della pratica, con tutte le informazioni sull’esportazione
  • il DAE origina dal DAU ed è il documento che accompagna le merci all’esportazione; il DAE, corredato dalla verifica dell’MRN appurato, costituisce la prova dell’esportazione, indispensabile per fatturare in regime di non imponibilità

E’ obbligatorio avere sempre il DAE con relativo MRN di visto uscire, ma è opportuno entrare in possesso anche del DAU, per conoscere e poter verificare con esattezza tutte le informazioni che sono state fornite in sede di dichiarazione doganale.

25 novembre 2020

Distacco Transazionale

Ai sensi della Direttiva UE, avviene quando un datore di lavoro italiano invia temporaneamente i propri dipendenti al di fuori dei nostri confini,  per prestarvi servizio, anche per un solo giorno.

Dual Use

Il termine dual use (duplice uso) identifica quei beni e quelle tecnologie che, pur essendo principalmente utilizzati per scopi civili, sono passibili di un utilizzo nella fabbricazione – sviluppo – manutenzione di armi chimiche, biologiche o nucleari.

25 novembre 2020

EFTA

L’EFTA, European Free Trade Agreement (in italiano Associazione europea di libero scambio) è un’associazione internazionale composta da Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda. L’accordo tra UE ed EFTA fa sì che siano condivise alcune politiche e normative comunitarie.

L’accordo per la nascita dell’istituto è stato stipulato il 3 maggio 1960 e firmato il giorno successivo, comprendendo vari di quegli stati europei che non desideravano o non potevano ancora entrare nella Comunità Economica Europea (poi divenuta Unione Europea). Gli scopi dell’associazione sono stati sin da subito la soppressione delle imposte doganali sull’import-export e la promozione degli scambi commerciali fra gli stati membri.

5 marzo 2021

EAC

Il sistema di certificazione EAC interessa la maggior parte dei prodotti e generi di consumo venduti e/o utilizzati nell’Unione Doganale Eurasiatica, che comprende Russia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan. Il certificato è necessario per dichiarare che il prodotto è conforme alle norme di sicurezza valide nel Paese.

I prodotti soggetti a certificazione obbligatoria sono elencati in ordinanze doganali che vengono aggiornate periodicamente; in linea di massima sono prodotti di consumo o industriali che possono avere influenza sulla sicurezza, la salute e l’igiene delle persone fisiche.

I beni non vengono sdoganati se non accompagnati da certificazione. 

L’operatore che volesse fare ingresso nel mercato dell’unione Eurasiatica deve preliminarmente accertare tutte le implicazioni connesse all’ottenimento della certificazione relativamente ai prodotti da esportare ed attivarsi tempestivamente.

23/11/2020

EORI

Agli esportatori viene talvolta richiesto di fornire il codice EORI: vediamo di che cosa si tratta.

Il  sistema E.O.R.I. è un sistema europeo di registrazione ed identificazione degli operatori economici (Economic Operator Registration and Identification)

Ogni stato UE ha attribuito agli operatori un codice identificativo, univoco su tutto il territorio dell’unione Europea, che deve essere utilizzato nei rapporti con le varie amministrazioni doganali.

Il codice EORI in Italia è costituito dal codice IT seguito dalla partita IVA; tale codice è stato automaticamente attribuito all’entrata in vigore del sistema (anno 2009) a tutti i soggetti che avevano svolto operazioni doganali nel biennio precedente;  per tutti gli altri soggetti viene attribuito automaticamente all’effettuazione della prima operazione doganale.

In Italia quindi il codice EORI non deve essere richiesto e l’amministrazione doganale non effettua alcuna comunicazione relativa alla sua attribuzione.

Nelle altre nazioni appartenenti all’Unione Europea il codice può essere costruito diversamente: i primi due caratteri sono sempre costituiti dal codice della nazione interessata, ma le cifre che seguono vengono attribuite in base alle regole di ogni singola nazione.

E’ possibile verificare l’autenticità di un codice EORI sulla pagina “Convalida del numero EORI” sul sito dell’unione Europea.

EUR1

Certificato di origine preferenziale che permette a chi importa nei paesi con i quali è stato stipulato un accordo di libero scambio di acquistare beni senza il pagamento di dazi o con il pagamento di dazi in misura ridotta.

FCA

Tra gli Incoterms®, quello relativo alla resa FCA è tra i più diffusi. Esso prevede il passaggio dei costi e dei rischi al compratore nella seguente modalità.

  • Consegna presso la sede del venditore
    • Merce caricata e sdoganata all’export presso la sede del venditore; i rischi passano quando la merce è caricata
  • Consegna presso un luogo terzo (anche un porto)
    • Merce caricata e sdoganata all’export presso la sede del venditore; trasportata e messa a disposizione non scaricata nel luogo indicato; i rischi passano quando il mezzo di trasporto carico arriva nel punto individuato
    • Se previsto contrattualmente è possibile ottenere la polizza di carico con annotazione «on board» anche con la resa FCA (necessaria per il credito documentario)

La resa FCA e generalmente più appropriata della resa EXW quando si parla di esportazioni, perché prevede l’obbligo, a carico del venditore, dell’effettuazione dell’operazione doganale di export.

12/2/2021

Forza Maggiore

E’ una clausola inserita nei contratti internazionali e domestici che esonera le parti da responsabilità per danni dovuti a fatti non prevedibili né controllabili, che rendono l’esecuzione di un contratto impossibile o eccessivamente onerosa, oppure ne ritardano o sospendono l’adempimento.

Le leggi delle varie nazioni non disciplinano in modo uniforme la “forza maggiore”, quindi generalmente, in ambito internazionale ma non solo, le parti prevedono una clausola specifica nelle proprie pattuizioni contrattuali, oppure nelle condizioni generali di acquisto e di vendita.

Emergenza Coronavirus: nel contratto c’è una clausola di Forza Maggiore?

Molte aziende italiane si trovano oggi a non poter adempiere ai propri obblighi perché non ricevono la merce, non possono inviare i propri lavoratori all’estero, devono osservare periodi di quarantena o di chiusura o altro ancora. 

Per i casi critici è opportuna un’assistenza legale, ma raccomandiamo in prima battuta di leggere attentamente i contratti in corso per verificare la presenza o meno di una clausola di forza maggiore, se tale clausola include fatti riconducibili agli avvenimenti attuali e quindi può liberare le parti dalla responsabilità.

Se non esiste un vero e proprio contratto, ma le transazioni sono supportate da documentazione commerciale (offerta, ordine, conferma d’ordine, corrispondenza, ecc), il vostro cliente o fornitore potrebbe avere delle condizioni generali d’acquisto e vendita. E’ importante reperire queste condizioni, che si possono trovare stampate sulla documentazione commerciale, sul sito internet, o possono essere richieste direttamente allo stesso cliente/fornitore, per verificare l’esistenza della clausola di forza maggiore ed il suo contenuto.

E’ ovviamente opportuno inserire della clausole di forza maggiore nei contratti che stiamo ed andremo a stipulare, e/o delle clausole di salvaguardia con riferimento agli effetti dell’emergenza coronavirus.

25 novembre 2020

ICC (due diversi significati)

International Chamber of Commerce

La Camera di Commercio Internazionale rappresenta le aziende di tutto il mondo e promuove politiche per favorire e promuovere gli scambi internazionali.

E’ attiva, tra l’altro, nella creazione di regole per il commercio internazionale, tra cui gli Incoterms®,e nella risoluzione delle controversie internazionali.

Ha sede a Parigi, ma esiste un Comitato Nazionale Italiano della ICC a Roma.

Institute Cargo Clauses

Sono i formulari di contratto inglesi per l’assicurazione delle merci trasportate, che vengono largamente utilizzati come standard per il trasporto internazionale; la versione da utilizzare è quella del 2009.

I principali formulari sono:

  • ICC (A) – dà la copertura più ampia (all risks), con alcune esclusioni
    • ICC (B) – delimita la copertura, indicando i “rischi coperti” ed i “rischi esclusi”; ad esempio non copre il furto
    • ICC (C) – fornisce una copertura minima; ad esempio non copre il furto né i danni da acqua di mare

Gli incoterms CIP e CIF fanno espresso riferimento alle coperture previste dalle ICC.

ILO - Organizzazione Internazionale del Lavoro

Conosciuta anche con le sigle BIT (in francese) e OIL (in italiano) è la ILO l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Nata nel primo dopoguerra, ha l’obiettivo di promuovere la collaborazione tra governi ed organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese per promuovere il progresso sociale ed economico.

L’ILO punta ad assicurare la tutela dei diritti dei lavoratori promuovendo un dialogo tra governi, datori di lavoro e lavoratori stessi perché si possano definire regole e standard comuni. L’organizzazione svolge anche attività di supervisione che assicura l’applicazione, da parte delle nazioni interessate, delle convenzioni che vengono ratificate.

Il sito dell’ILO è un’insostituibile fonte di informazioni utile anche alle imprese che inviano i lavoratori in trasferta all’estero: oltre alle pubblicazioni che vengono periodicamente messe a disposizione è possibile accedere gratuitamente alla banca dati che mette a disposizione la normativa in materia di lavoro di oltre 190 nazioni.

Da sottolineare che nel mese di maggio 2020 è stata pubblicata una raccolta di FAQ relativa alle linee guida di ILO in materia di Covid-19.

Incoterms®

Sono i termini commerciali approvati dalla ICC (Camera di Commercio Internazionale) che individuano le responsabilità, le spese ed i rischi connessi alla consegna della merce nelle compravendite internazionali.

Non sono semplici termini di trasporto (come sono i desueti «porto franco» o «porto assegnato», che raccomandiamo di non utilizzare), ma sottintendono pattuizioni complesse. Sono facoltativi e la loro efficacia è subordinata alla loro indicazione  precisa nel contratto

INCOTERM + LUOGO CONVENUTO + INCOTERMS 2020

L’indicazione corretta della sigla (internazionalmente riconosciuta) individua con precisione una lunga serie di obblighi e la loro ripartizione tra venditore e compratore, relativi a:

  • Consegna
  • Trasferimento dei rischi
  • Trasporto
  • Assicurazione
  • Documenti di trasporto
  • Operazioni doganali
  • Verifica, imballo, etichettatura
  • Distribuzione dei costi

Gli Incoterms vengono revisionati ogni dieci anni: la versione attuale è quella del 2020.

Per saperne di più scarica la guida gratuita di Tradecube! 

23/11/2020

On Board

Nel trasporto internazionale significa che le merci sono state correttamente imbarcate a bordo della nave o del velivolo; tale dicitura è generalmente richiesta nelle operazioni di credito documentario

PMI

L’acronimo PMI individua le Piccole e Medie Imprese (definite anche come MPMI: Micro, Piccole e Medie Imprese). Sapere se la nostra impresa è una PMI è fondamentale, ad esempio, per l’accesso alla finanza agevolata, anche in tema di internazionalizzazione. Buona parte dei fondi, finanziamenti, bandi ed agevolazioni, a livello regionale, nazionale ed europeo è riservata alle PMI.

La definizione di PMI è europea, ma ogni nazione utilizza un acronimo basato sulla sua lingua: ad esempio in inglese la PMI è una SME (SMEs al plurale); è una PME in francese e portoghese, mentre in spagnolo è una PYME; KMU in tedesco, MKB in olandese e MSP in Croato.

25 novembre 2020

TEAM

Tessera Europea Assicurazione Malattia che garantisce l’aassistenza sanitaria nei paesi convenzionati (UE, Svizzera e SEE) 

VIES

Il VIES (VAT information exchange system) il sistema europeo di scambio di informazioni in materia di IVA. Il sistema consente di verificare la validità di un numero di partita IVA rilasciato da uno Stato membro. È sufficiente inserire, tramite l’apposito portale sul sito dell’Unione Europea,  la partita IVA che si desidera verificare e scegliere dall’apposito menu lo Stato membro che l’ha attribuita.

La verifica della validità della partita IVA tramite il sistema VIES è condizione necessaria per emettere fatture per operazioni intracomunitarie, non assoggettate ad IVA in Italia.

La verifica è effettuata a partire dalla base di dati IVA nazionale dello Stato membro selezionato, poiché non esistono basi di dati IVA a livello comunitario: in caso di errori o anomalie la rettifica può essere effettuata solo rivolgendosi all’amministrazione fiscale della nazione interessata.

Quando si effettua un’interrogazione i dati che vengono restituiti dal sistema possono essere diversi in funzione delle normative vigenti nei singoli stati: se chiediamo di verificare una partita IVA italiana compariranno la ragione sociale e l’indirizzo del soggetto; in altre nazioni questi dati sono protetti da privacy e quindi otterremo solo l’informazione di “partita IVA valida/non valida”.

Non è possibile effettuare un’interrogazione in base al nome o ai dati anagrafici per conoscere la partita IVA, che in alcune nazioni è un dato riservato. In Italia il numero di partita IVA è pubblico e conoscibile: è riportato sulle visure camerali e deve essere indicato sulla home page del sito web.

25 novembre 2020

WTO / OMC

WTO World Trade Organisation – OMC Organizzazione Mondiale del Commercio: il suo principale obiettivo è promuovere il commercio internazionale favorendo tavoli di trattativa per gli accordi  di libero scambio, risolvendo i conflitti economici tra gli stati membri e supportando le nazioni in via di sviluppo.

Nell’ultimo dopoguerra è diventato evidente che un’economia mondiale aperta richiede un sistema di regole di base per gli operatori economici e i governi per consentire ai mercati internazionali di funzionare correttamente e poter vendere e acquistare prodotti attraverso i confini nazionali. Ciò ha dato origine alla Fondazione del GATT, sostituito nel 1995 dal WTO, al fine di di coordinare le politiche commerciali nazionali e di ridurre l’incertezza.

La sede del WTO è in Svizzera, a Ginevra, ed ha attualmente 164 membri, che coprono il 98% dei traffici commerciali internazionali.

Il WTO si pone come obiettivo principale la progressiva liberalizzazione del commercio mondiale, da perseguire con lo strumento della negoziazione di accordi commerciali tra i governi dei Paesi membri.

Il coordinamento delle politiche commerciali dei paesi avviene grazie al ruolo del WTO come forum di negoziazione; una ulteriore funzione del WTO è quella di aiutare a risolvere le controversie che possono nascere tra i paesi, dal momento che le relazioni commerciali spesso implicano interessi contrastanti, sebbene avvengano a vantaggio di tutte le parti coinvolte.

Il sistema degli accordi del WTO e l’insieme di regole che li costituisce si basano su alcuni principi generali: non discriminazione, liberalizzazione graduale degli scambi, trasparenza e prevedibilità.

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