Dall’1 gennaio 2021, le imprese italiane che inviano i propri lavoratori in trasferta nel Regno Unito devono svolgere una due diligence preventiva molto attenta. Con l’entrata in vigore dell’accordo di lavoro sulla Brexit, le imprese che operano oltremanica hanno bisogno di verificare la necessità di un eventuale permesso di lavoro e di una sponsorship da parte del cliente UK. Grazie all’esperienza e alle relazioni sul campo, siamo in grado di guidare i nostri clienti in tutto il percorso.
La Brexit cambia il distacco in Inghilterra e UK
Il Trade and Cooperation Agreement (o TCA, Accordo di Commercio e Cooperazione) tra la UE e il regno Unito prevede regole molto stringenti e l’impresa deve soddisfare pienamente tutti i requisiti previsti dall’accordo per poter inviare i propri lavoratori in trasferta nell’ambito del regime “short-term business visitors”.
Solo in presenza di tutte le condizioni previste sarà possibile operare in UK senza permesso di lavoro per un periodo massimo di 90 gg ogni sei mesi (periodo mobile). Il possesso dei requisiti dovrà inoltre essere accuratamente documentato per evitare che il lavoratore sia respinto alla frontiera, e coinvolge, a puro titolo esemplificativo:
- La natura della trasferta, che non deve essere assimilabile a prestazione lavorativa sul suolo britannico
- L’attività svolta dal datore di lavoro
- La specializzazione dei dipendenti
- Alcuni aspetti contrattuali
Le nuove regole valgono anche per l’Irlanda del Nord
Il protocollo per l’Irlanda del Nord, al fine di evitare l’esistenza di una frontiera fisica sull’isola irlandese, ha previsto che l’Irlanda del Nord, ai fini IVA e doganali, continui a seguire le normative UE e a far parte dell’Unione Doganale, ma ciò non vale per l’immigrazione e per l’effettuazione di trasferte!
La sicurezza sociale e il certificato A1
I lavoratori in trasferta nel Regno Unito potranno continuare a versare i contributi in Italia, in presenza del certificato A1, per un periodo massimo di 24 mesi. Il certificato non viene rilasciato sulla base della normativa UE, ma del TCA, che prevede delle regole analoghe.
L’assistenza sanitaria
La tessera sanitaria Europea non consente più l’accesso alle cure sanitarie urgenti nel Regno Unito. Sara quindi necessario valutare la stipula di una polizza assicurativa privata.
I documenti necessari
L’ingresso nel Regno Unito, incluso per transito aeroportuale, è consentito unicamente con il passaporto, con validità residua per almeno tutto il periodo di permanenza nel Paese. Anche chi viaggia per affari (meeting, e attività commerciali) deve ottenere il visto elettronico ETA (Electronic Travel Authorisation), valido per due anni.
Cosa fa TradeCube
TradeCube può aiutare l’azienda analizzando le singole trasferte/situazioni interne per definire le modalità corrette di ingresso nel Regno Unito.
Tramite la sua rete di partner internazionali assiste l’azienda nell’ottenimento di eventuali permessi di lavoro o documenti necessari per svolgere le trasferte in sicurezza.
21/3/26 – Photo by Robert Tudor on Unsplash
