5 modi per risollevare commerciale e marketing al rientro dal lockdown

Il 18 maggio anche le ultime imprese che non avevano riaperto i battenti per la fase 2 del lockdown relativo al Coronavirus torneranno in attività, e molte di loro saranno chiamate a ripensare la propria strategia commerciale e di marketing per adattarsi ad un mondo che nel frattempo è cambiato. Non solo in termini di nuovi rischi, che abbiamo trattato precedentemente, ma anche per abitudini e situazioni strutturali che si sono modificate.

Ripensare la propria strategia di marketing nel mondo post-Covid

1) Essere consapevoli di una nuova realtà

Il primo passo, una volta rientrati in azienda, è comprendere e far comprendere questo aspetto. Non possiamo ricominciare l’attività, protocolli e protezioni a parte, come se nulla fosse successo ma serve la consapevolezza, anche da parte dell’imprenditore e della dirigenza, che molti aspetti andranno rianalizzati e riadattati.

2) Riunirsi e rivalutare la SWOT

E’ il momento di riunire tutti i dipartimenti principali dell’azienda, quello commerciale, quello produttivo e la dirigenza, per fare un “assessment” ovvero una valutazione sullo stato di fatto dei mutamenti alla realtà che circonda l’azienda. Di fatto, si verifica e ricostruisce l’analisi SWOT della quale abbiamo parlato più volte:

  • La nuova situazione mette per qualche motivo l’azienda in posizione di maggiore forza o debolezza? Ad esempio, anche se ci saranno più limitazioni logistiche, le variazioni della concorrenza potrebbe aver posto l’accento sulle migliori caratteristiche della nostra azienda rispetto alle altre. Più flessibilità, maggiore capacità produttiva o quant’altro…
  • Quali sono le nuove minacce a cui prestare attenzione
  • L’emergenza ha creato nuove opportunità?

3) Rassicurare i clienti a voce, sempre e comunque

Una volta delineato un quadro aggiornato, e consapevoli della realtà in cui ci muoviamo, dobbiamo contattare tutti i clienti, anche se ci eravamo sempre tenuti più o meno in contatto durante il lockdown. Occorre farlo nel modo più personale, a voce. Semplicemente per far loro sapere che ci siamo ancora, e rassicurarli sul fatto che che siamo tornati al cento per cento operativi.

4) Informarsi della situazione coi clienti più fidati

Le chiamate ai clienti possono però servire anche per raccogliere informazioni utili al fine di completare ulteriormente l’analisi SWOT. Per questo, occorre partire dai clienti storici e da quelli con cui c’è un solido rapporto, anche personale, cosa che permetterà di “indagare” sullo status produttivo e organizzativo nelle relative zone, in particolare nei paesi esteri. Queste chiamate sono utili per aggiornarsi anche sulle regole vigenti nella località dove ha sede il cliente per i movimenti delle persone, per essere pronti a muoversi qualora ciò fosse necessario (sopralluoghi, installazioni, manutenzioni, magari cose sospese in fretta e furia)

5) Tenere al passo chi si occupa di digital marketing

In tutto questo processo, le informazioni devono essere condivise con chi segue il marketing digitale, in particolare se non è interno all’azienda. Non c’è cosa peggiore per chi segue web e social, di essere lasciato all’oscuro di una situazione che si è modificata rispetto alle sue conoscenze precedenti. Questo perché il digital marketing è estremamente immediato, e se esercitato “fuori contesto” perde efficacia o, peggio, può esporre a delle figuracce.

Disclaimer: The content of this article is intended to provide a general guide to the subject matter. Specialist advice should be sought about your specific circumstances. Il contenuto di questo articolo ha lo scopo di offrire informazioni orientative alle imprese. Vi invitiamo a chiedere una consulenza specialistica relativamente alla Vostra situazione specifica.

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